Leonardo Accattoli

"Iniziate il più tardi possibile e quando avete detto quello che dovevate, uscite."

Appunti di resistenza, 23.03.2016

Strabismo

 

Di fronte alla morte ho sempre trovato il modo di scrivere.

Forse è un tentativo di metabolizzarla o fuggirla.

Ma più probabilmente nessuna delle due cose.

Mi limito a farci a testate.

In fondo credo di invidiarla anche, la morte.

Quando ti giunge la notizia di una sua venuta e non te la scrolli più di dosso, e pensi solo a lei per giornate intere.

E ti riaccende i ricordi.

E ti fa male.

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Appunti di resistenza, 17.03.2016

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Una giornata come tante.

La pioggia lampeggiante.

Mi ha fatto pensare all’insegna al neon di un ristorante di pesce dove le zanzare andavano a suicidarsi. Ho pensato tutto il giorno alle zanzare e alla loro morte. A quel ristorante di pesce che puzzava di pesce e al suo padrone che ha puzzato di pesce sempre, per tutta la vita.

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Appunti di resistenza, 12.03.2016

Quotidiano2

I sogni.

Intrappolano le voglie e le tengono in ostaggio.

Poi te le mostrano.

Sono ancora vive, ti dicono.

Paga quel riscatto e potrai averle, ti dicono.

Non mi sveglio mai del tutto.

E torno indietro.

Intrappolato, in tutto quello che non è stato.

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Autoscatto Familiare

 

Locandina (1)

Ho scritto uno spettacolo su commissione.

Parla di autoscatti; di gente sola che vuole intrappolare momenti senza importanza per poi condividerli con altra gente sola.

Parla di gente che passa le giornate online, con un pallino verde accanto, affacciata alla finestra in attesa che altra gente sola la noti e la contatti con la scusa del dentifricio.

Parla di una generazione che si è trovata intrappolata tra le foto in pellicola e gli smartphone con la fotocamera ultima generazione.

Parla di due generazioni lontanissime che cercano di incontrarsi in un mondo virtuale.

Parla di quel tempo vaporoso che ci sta soffocando; di quel tempo non vissuto, sprecato e condiviso con il primo che capita.

Parla.

O almeno ci prova. 

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